Menu principale:
Rivista della beneficenza pubblica – 1893-
A Monte San Giusto esisteva un antico convento di Minori Osservanti.
Nel 1878 una parte venne adattata, ad uso Ospedale, in soli cinque mesi.
Sono due Istituti di modeste proporzioni, indipendenti l'uno dall'altro e riuniti in un corpo di fabbricato che dista dal villaggio 200 metri circa.
I locali sono ampi, ben areati ed illuminati.
Nel Ricovero tutto è disposto per rendere agli accolti la vita meno penosa e stanca.
I dormitori sono pulitissimi, convenientemente ventilati e riscaldati.
Nel refettorio ampio e comodo, quei poveretti trovano un vitto sufficiente e nutritivo, ad onta che quelle suore e quei signori, che sopraintendono così amorevolmente a tanta beneficenza, ignorino certe formule fisiologiche, tassative sempre, ma non sempre attuabili.
L'Ospedale è diretto da due distinti sanitari che disimpegnano il servizio in paese.
Parecchie suore di carità, inesauribili e nobilissime nel loro apostolato, costituiscono il personale d'assistenza interno unitamente a due infermieri laici; al personale amministrativo sono addetti il Sindaco, il presidente della Congregazione di carità e la superiora delle suore.
Nel pian terreno sono quasi tutti i servizi; al piano superiore, due riparti principali, esposti a sud-
Alcune camere per ammalati d'infezione e per operati gravissimi si prestano ottimamente per un isolamento pronto ed efficace; una riuscitissima sala d'operazione bene illuminata, solidamente smaltata nel pavimento e nelle pareti, è sul tipo delle costruzioni più recenti del genere.
Latrine in ogni riparto, pulite ed inodore. Una camera per bagno, con due vasche di marmo. Accanto a tutti i letti, a rete metallica sta un campanello elettrico.
E’ in costruzione un'ottima condottura per fornire d'acqua potabile tutti i locali, e fra non molto si erigerà una ghiacciaia.
Biancheria in abbondanza e bellissima.
Il tutto saluberrimo ed invidiabile, degno d'encomio e d'incoraggiamento, e meritevole d'essere inserito nell'albo d'oro, affinchè moltissimi Comuni e Congregazioni di carità che, pur disponendo e valendosi di sostanze cospicue, non riescono mai a concretare la beneficenza vera e sentita, possano imitare tanto nobile esempio.