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OSTUNI Ospedale civile

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Da: Per L’Ospedale di Ostuni – Relazione del Dott. Oronzo Quaranta al Dott. Antonio Barnaba – 22-10-1904

Il contenuto della scheda proviene da una relazione fatta, presumibilmente, dal responsabile dell’Ospedale in risposta ad una richiesta di chiarimenti da parte di un responsabile superiore esterno all’Ospedale

….noi, come lei, ambiamo un Nosocomio costruito ed arredato secondo gli ultimi dettati della scienza medica e della igiene; diretto e servito da adatta facoltà medica e chirurgica: con gabinetti chimici, idroterapici, elettrici, edifizi speciali per la chirurgia ecc: ma però siamo convinti che sperare tanto, ora è un sogno che contrasta con la triste realtà delle difficili condizioni economiche in cui ci dibattiamo.
Come vede dal lato amministrativo ci mettiamo su buona via per quanto riguarda su compito d’ufficio. Ma come si provvede alle deficienze finanziarie in modo da poter pensare alla costruzione del nuovo ospedale?
Fidando su nuovi benefattori che verranno in suo aiuto segnando il loro nome nelle pagine d’oro del libro della Carità?
Però ben sapevo il progresso fatto e delegando la direzione dell'Ospedale al Cav. Dott. Ayroldi Michele ebbi di mira due scopi: avere più tempo disponibile pel disimpegno degli altri compiti d'ufficio: avere l'ausilio oculato, tecnico, operoso di una persona capace di eliminare alcuni degl'inconvenienti deplorati.
Nei primi di gennaio ricorderà che con lo stesso Ayroldi e con lei ed il Dott. Francavilla, visitammo l'Ospedale ed immediatamente, furono ordinati lavori di disinfezioni in tutte le sale e vari acconcimi indispensabili.
Ottenemmo che la Direttrice cedesse un locale adibito per infermeria delle suore e fu impiantata la sezione dei  tubercolosi che fino a quel momento si tenevano mischiati nelle sale comuni.
Ricorderà che pregammo insistentemente la Direttrice  perchè avesse ceduto una corsia del suo nuovo Stabilimento per allogarvi le sezioni medico-chirurgiche per le donne o per lo meno che avesse ceduto qualche altro dei locali adibiti per uso delle suore per avere una sala da allogarvi la sezione` ostetrica.
Nulla si potè ottenere salvo la promessa che maggiore disciplina; maggiore nettezza e migliore vittitazione avrebbero avuto gl'infermi.
Spesso, è vero, vengono ammessi infermi che portano addosso tutto quanto segna l'antitesi dell'igiene e costoro non sempre possono essere sottoposti ad un regime radicale di nettezza, malgrado tutta la santa pazienza delle buone suore ed infermieri.
Il Cav. Ayroldi nelle sue frequenti visite ha d'altra parte constatato come la nettezza della biancheria è encomiabile e come le sale sono tenute con cura ed ordine malgrado la deficienza e la irregolarità dei locali.
Lei ha parlato della deficienza della biancheria. Ebbene non so quanti uffici ho fatto richiedendo l'elenco del vestiario oggi esistente per completare il corredo,  senza averlo mai ricevuto E sa perché? Perchè per lo passato le 100 lire che erano stanziate nel bilancio per acquisto di biancheria venivano pagate direttamente alla Direttrice senza alcuna nota giustificativa e senza che l'inventario fosse tenuto al corrente con le necessarie variazioni in più o in meno.
Ella ha voluto deplorare l'abbandono della sala a pagamento: una delle migliori dell'Ospedale.
Durante la nostra gestione vari sono stati i ricoverati; nè è colpa nostra se altri non vengono. Le cause di tale deficienza sono varie: il discredito da cui è stato colpito il nostro Ospedale: la mancanza di convenzioni con i diversi corpi organizzati che han trovato maggior convenienza di rivolgere altrove i propri ammalati: l'alternarsi frequente del Corpo Sanitario che alle volte non ha speso tutto l'interessamento dovuto per l'immegliamento dell'Ospedale. Occorre un lavoro di riorganizzazione: ma soprattutto nuovi locali e maggiori entrate !
Eppure nella sua critica serrata e minuta Ella ha omesso di notare come venivano ammessi gli ammalati forestieri che restavano sempre a carico di quest'Amministrazione giacchè non fu mai curato di fare le pratiche necessarie per ottenere il rimborso delle spese di spedalità dai Comuni d'origine.
Per la vittitazione un po’ lei dice che la direttrice fa ogni tanto il suo meglio per appagare i suoi insaziabili appetiti degli infermi poveri: un pò dice che il mangiare è deficiente specie quando Municipio e Congrega pagano con ritardo.

lo non noto gl'inconvenienti deplorati pel passato. So solo che appena poco fa seppi che venivano dati cibi non prescritti nella tabella dietetica feci tali rimostranze alla Direttrice che certo non vorrà ritentare la prova, mentre da ispezioni fatte dal Dott. Ayroldi fu assodato che dopo tutto i cibi erano igienici, buoni  ed erano stati dati su richiesta di qualche ammalto.
Ad onor del vero bisogna aggiungere che interpellati privatamente gli infermi se fossero contenti delle cure e del cibo ricevuti non ve ne fu che uno solo dissenziente.
Ebbene ispezionato il tiretto del comodino dell'infermo si trovarono due chili di pane conservati!
Lei dice che bisogna aprire il cuore, strappando il regolamento! Sta bene; ma vista la riluttanza che ha la maggioranza del nostro popolo a farsi curare, nell'Ospedale, si vede che fanno ressa per entrarvi coloro che della mendicità ne fanno una speculazione.

Vorrebbero essere ricoverati per aver il cibo e l'alloggio e poi il giorno uscire per vendere il di più e questuare. Questo non lo posso permettere.
Ne può dire che io mi sia rifiutato mai a ricoverare alcuno pel quale i medici dell'Ospedale avessero rilasciato il certificato di malattia: ho voluto solo che uscissero coloro che da anni ne avevano preso domicilio e che avevano convertito l'Ospedale in un Ospizio!
Ne mi stancherò di perseverare su questa via: come il Dottor Ayroldi non permetterà che venga alterata la dietetica. Ne può e deve essere diversamente perchè so pure qualche volta il Cassiere non può pagare tutti i mandati, giacché le rendite non maturano in relazione delle scadenze degli esiti, ciò non dà il dritto all'economa di dare cibi che costano di meno, giacchè la paga potrà aversi con ritardo, ma non è venuta mai diminuita.
Il risultato di questo mio esame fu abbastanza sconfortante; io mi accorsi che le meschine rendite di questo Ente, non sono capaci in modo alcuno, per apportare allo stesso, la benchè minima parte di quelle modifiche di cui ha assoluto bisogno.
L’egregio dott. Ayroldi può meglio di ogni altro, far piena fede come i pomposi titoli, di sala medica, e sala chirurgica, nel nostro ospedale non corrispondono, che a delle camere malamente arredate, mancanti di tutto il necessario, e che quindi non rispondono neppure lontanamente allo scopo.
«In una delle precedenti riunioni io feci pure notare alle S. L. come per le ristrettezze del bilancio istesso, non si poteva ancora procedere alla nomina di un medico e di un Chirurgo dei quali il Pio Istituto sarebbe ora sprovvisto del tutto, se non fosse per la nobile cooperazione degli egregi sanitari dottor. Barnaba e Francavilla, i quali prestano provvisoriamente a titolo gratuito l'opera loro.
Per tutte queste ragioni, e per molte altre che io taccio per non tediarvi, io propongo di farsi appello alla carità cittadina, al cuore magnanimo del nostro generoso Sovrano, a S.E. il ministro degli Interni, ed a tutti gli altri Enti civili ed Ecclesiastici, che potessero in qualche modo venire in aiuto del Pio Istituto.
A voi son note le difficoltà nelle quali dovemmo dibatterci nella compilazione del Bilancio Ospedale. Fu necessario radiare articoli di spese necessarie lasciando così quel tanto che serviva a dare una vita anemica ad una istituzione che pure dev'essere l'esponente della civiltà di un popolo e che tanto risponde ai bisogni della società moderna.
Quando Mons. Vincenzo Meligne il 26 maggio 1637 fondava l'ente che da lui prendeva il nome si proponeva di sovvenire nelle annate di carestia i veri e  positivi bisogni mediante distribuzione a domicilio di danaro, alimento e vestiario durante il tempo di loro bisogno.
I tempi son mutati: l'attività umana ha saputo trovare alle proprie energie nuove forme di produzione e la dignità umana ha assunto quel grado di civiltà che la luce del progresso le indica: cosi le annate di carestia diventano un mito, mentre la questua diventa un mestiere, giacchè l'evoluzione dei principii di fratellanza va escogitando mezzi e riforme più consone ai bisogni dei veri infelici.
Ella propone il brigantaggio pro Ospedale. Malgrado il nome ostico che vuol dare alla benefica opera, non sarò io che potrò venir meno al mio mandato.
Il più grande dei clinici moderni ha detto che dal Consumo di acido solforico può argomentarsi della ricchezza industriale di un paese; come dal consumo del sapone può dedursi il grado della sua civiltà.







 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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